L'eredità letteraria di uno scrittore anticonformista
La città di Giannis Skarimpas (18931984) non poteva certo esimersi dal dedicare un museo al grande scrittore. Nonostante fosse originario della Focide, ha trascorso tutta la vita a Chalkida. In occasione dell'inaugurazione del museo dedicato a Stratis Myrivilis a Lesbo, Skarimpas scrisse una lettera all'allora sindaco di Chalkida, chiedendo, in tono ironico e autoironico, che venisse fondato un museo a lui dedicato. La lettera è disponibile nel suo ultimo libro, Uccellini a propulsione elastica (Τα πουλιά με το λάστιχο), e sul sito web del Museo, per farsi un'idea dello stile unico e particolare e della personalità dello scrittore.
La collezione museale offre l'opportunità di avvicinarsi al prolifico scrittore anticonformista, osservando i suoi oggetti personali e apprendendo storie meravigliose della sua vita con dettagli che mettono in risalto il suo celebre sarcasmo, come la pistola finta con cui, si dice, accoglieva i giornalisti. Il suo rasoio, i suoi occhiali, i suoi kompoloi (rosari), il materiale fotografico, gli appunti manoscritti e le lettere, svelano ulteriori sfaccettature del suo carattere.
Di grande interesse sono anche le sue figure di Karagiozis, che lui stesso chiamava "facce di cartone", una piccola testimonianza del suo contributo al teatro delle ombre, un'arte popolare che amava particolarmente. Tanto è vero che organizzava degli spettacoli nel cortile di casa sua, con copioni scritti da lui stesso e figure realizzate con materiali di recupero.
All'interno dello stesso edificio si trova anche l'Archivio di Giannis Skarimpas, con scritti e documenti relativi alla sua vita e alla sua arte. L'archivio è gestito dall'Associazione degli Amici di G. Skarimpas, che ne custodisce la memoria e promuove la ricerca.
La collezione museale offre l'opportunità di avvicinarsi al prolifico scrittore anticonformista, osservando i suoi oggetti personali e apprendendo storie meravigliose della sua vita con dettagli che mettono in risalto il suo celebre sarcasmo, come la pistola finta con cui, si dice, accoglieva i giornalisti. Il suo rasoio, i suoi occhiali, i suoi kompoloi (rosari), il materiale fotografico, gli appunti manoscritti e le lettere, svelano ulteriori sfaccettature del suo carattere.
Di grande interesse sono anche le sue figure di Karagiozis, che lui stesso chiamava "facce di cartone", una piccola testimonianza del suo contributo al teatro delle ombre, un'arte popolare che amava particolarmente. Tanto è vero che organizzava degli spettacoli nel cortile di casa sua, con copioni scritti da lui stesso e figure realizzate con materiali di recupero.
All'interno dello stesso edificio si trova anche l'Archivio di Giannis Skarimpas, con scritti e documenti relativi alla sua vita e alla sua arte. L'archivio è gestito dall'Associazione degli Amici di G. Skarimpas, che ne custodisce la memoria e promuove la ricerca.
