In breve
Già dal ponte della nave, Chios (Chio) si staglia come un'isola ricca di contrasti. La quinta isola maggiore della Grecia è dotata di grande bellezza e di un'identità particolare, che non ha eguali in nessun altro luogo dell'Egeo. La marineria, la masticha (il mastice) e gli agrumi hanno segnato il suo percorso nel tempo, plasmando insieme ciò che Chios è oggi. Vale la pena esplorarla per scoprire la sua ricca natura, la sua storia sconvolgente nonché i suoi meravigliosi borghi medievali, in un viaggio affascinante e autentico, ricco di cultura, profumo di mandarini e di mare.
Informazioni sul percorso
Distanza
104 km
Durata stimata
2h23min
Livello di difficoltà
Facile
Tipo di percorso
Strada
Categoria percorso
Lineare
Quando andare
Chios è una meta per ogni stagione dell'anno. In estate si può scegliere tra oltre 90 spiagge, ma anche tra festival ed eventi che testimoniano la vibrante vita culturale dell’isola (Chios Music Festival, DEO-Contemporary art organisation, ecc.). Le temperature miti rendono l'autunno la stagione migliore per escursioni a piedi lungo la vasta rete dei sentieri dell’isola. Da settembre fino ai primi dell’ottobre, si ha anche l'opportunità di vedere i coltivatori del lentisco da mastice all’opera, ossia mentre incidono il fusto e i rami degli alberi per ricavare la loro pregiata resina. In inverno si può passeggiare nei borghi medievalimentre in primavera la natura offre uno spettacolo per tutti i sensi, specie a Kampos con i suoi frutteti fioriti e profumati.
Proposta di visita
L’itinerario può essere completato in poche ore oppure richiedere un’intera giornata, a seconda del numero di soste e visite.
Lo sapevi?
• Alla fine del XIX secolo, gli agrumi della pianura di Kampos venivano incartati uno a uno –talvolta anche in carta dorata–, accuratamente impilati in apposite cassette e spediti agli angoli più remoti del mondo quali prodotti di eccellenza. • Il lentisco inizia a “lacrimare” a partire dal mese di luglio, quando i produttori incidono la corteccia degli alberi per ricavare la preziosa “lacrima”, la resina che si chiama masticha (mastice). Una volta raccolta, viene lavata e poi inizia la sua pulizia, un processo faticoso, di cui si occupano prevalentemente le donne.









